La Relazione di verifica impianto gas è un documento tecnico utilizzato per descrivere i controlli eseguiti su un impianto alimentato a gas e riportarne gli esiti. Può riguardare, tra gli altri aspetti, la tenuta dell’impianto interno, l’idoneità delle tubazioni e dei locali, le aperture di aerazione e ventilazione, l’evacuazione dei prodotti della combustione, la funzionalità degli apparecchi e i dispositivi di sicurezza.
La relazione viene normalmente predisposta da un tecnico qualificato o da un’impresa installatrice abilitata per documentare verifiche su impianti nuovi o esistenti, prove di tenuta, riattivazioni, modifiche, controlli periodici, accertamenti di sicurezza o interventi di ripristino. Il documento è destinato principalmente al committente, al proprietario o all’utilizzatore dell’impianto e deve essere adattato alla norma tecnica e alla procedura effettivamente applicata.
Esempio di Relazione di verifica impianto gas
Il seguente modello costituisce un esempio di relazione tecnica descrittiva dei controlli e delle verifiche eseguite. Deve essere personalizzato in base al tipo di impianto, all’oggetto dell’incarico, alle verifiche realmente svolte, alla documentazione disponibile e ai riferimenti normativi o procedurali applicabili.
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TECNICO / IMPRESA INCARICATA
Denominazione, sede, contatti e riferimenti professionali
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RELAZIONE DI VERIFICA IMPIANTO GAS
Relazione tecnica descrittiva dei controlli e delle verifiche eseguite
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| 1. DATI DEL DOCUMENTO E DEL SOGGETTO VERIFICATORE | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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N. relazione / protocollo
RVG-2026-014
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Data verifica
15/03/2026
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Data emissione
16/03/2026
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Revisione
00
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Tecnico verificatore / responsabile tecnico
Ing. Marco Rossi
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Qualifica e abilitazione professionale
Responsabile tecnico – abilitazione D.M. 37/2008, lettera e)
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Impresa / studio professionale
Gas Sicuro S.r.l.
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Partita IVA / C.F.
01234567890
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N. iscrizione CCIAA / albo
CCIAA MI-1234567
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Sede, indirizzo, telefono, e-mail e PEC
Via delle Industrie 18, 20100 Milano (MI) – tel. 02 1234567 – tecnico@gassicuro.it – gassicuro@pec.it
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| 2. COMMITTENTE, PROPRIETARIO E DESTINATARIO | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Committente / richiedente
Laura Bianchi
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Codice fiscale / Partita IVA
BNCLRA80A01F205X
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Proprietario dell’immobile
Laura Bianchi
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Conduttore / utilizzatore
Laura Bianchi
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Indirizzo per comunicazioni
Via Roma 25, 20121 Milano (MI)
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Telefono / e-mail
333 1234567 – laura.bianchi@email.it
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| 3. IDENTIFICAZIONE DELL’IMPIANTO E DELL’IMMOBILE | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Indirizzo dell’impianto
Via Roma
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N. civico
25
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CAP
20121
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Comune
Milano
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Provincia
MI
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Piano / interno / scala
3 / 8 / B
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Tipo di edificio
Condominio residenziale
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Unità immobiliare
Appartamento
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PDR / codice utenza
01234567890123
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Distributore / gestore
Società Distribuzione Gas S.p.A.
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Combustibile
☒ Metano ☐ GPL ☐ Altro
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Uso dell’impianto
☒ Domestico ☐ Condominiale ☐ Commerciale / produttivo
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| 4. OGGETTO E MOTIVO DELLA VERIFICA | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Motivo della verifica
☐ Nuova installazione / fine lavori
☒ Impianto esistente / verifica periodica ☒ Prova di tenuta ☐ Riattivazione / subentro ☐ Modifica / sostituzione apparecchio ☐ Sospetta anomalia / ripristino sicurezza ☐ Altro |
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Oggetto e delimitazione della verifica
Verifica visiva e funzionale dell’impianto interno a metano al servizio dell’unità immobiliare, controllo della tenuta delle tubazioni accessibili, dei dispositivi di intercettazione, dell’aerazione del locale cucina, dell’evacuazione dei prodotti della combustione e della funzionalità della caldaia.
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Documentazione resa disponibile dal committente
☒ Dichiarazione di conformità ☐ Dichiarazione di rispondenza ☒ Progetto / schema
☐ Precedenti verbali o rapporti ☒ Libretto apparecchi ☐ Nessuna documentazione |
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| 5. RIFERIMENTI NORMATIVI E PROCEDURALI | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Riferimenti applicati alla verifica
☒ D.M. 22 gennaio 2008, n. 37
☒ Legge 6 dicembre 1971, n. 1083 ☒ UNI 11137 – tenuta di impianti esistenti ☒ UNI 10738 – verifica di sicurezza di impianti esistenti ☒ UNI 10845 – evacuazione prodotti della combustione ☒ UNI 7129 / altra norma pertinente ☐ Procedura del distributore / gestore |
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Norma, linea guida, progetto o procedura specifica applicata
UNI 11137:2019 per la verifica della tenuta dell’impianto esistente; UNI 10845:2018 per gli aspetti relativi all’evacuazione dei prodotti della combustione; progetto e dichiarazione di conformità disponibili agli atti.
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| 6. DESCRIZIONE DELL’IMPIANTO | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Descrizione sintetica dell’impianto interno
Impianto domestico alimentato a metano, con contatore installato in apposito vano condominiale. La tubazione attraversa il locale cucina e alimenta un piano cottura e una caldaia murale per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. Le tubazioni risultano in rame a vista nei tratti accessibili, con giunzioni saldobrasate e raccordi terminali.
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Materiale tubazioni e giunzioni
Rame, giunzioni saldobrasate e raccordi certificati.
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Pressione di esercizio / alimentazione
Metano – bassa pressione, alimentazione domestica.
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Locali serviti e condizioni di installazione
Cucina e locale tecnico. Locali accessibili e in normali condizioni d’uso; aperture di aerazione presenti e libere.
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Dispositivi di intercettazione e sicurezza
Valvole di intercettazione a monte degli apparecchi, rubinetto generale accessibile e dispositivo di controllo fiamma integrato nella caldaia.
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| 7. APPARECCHI ALIMENTATI A GAS | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| 8. VERIFICHE E CONTROLLI ESEGUITI | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| 9. DATI DELLA PROVA DI TENUTA | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Prova eseguita
Sì
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Pressione di prova
150 mbar
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Durata osservazione
15 minuti
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Esito prova
Positivo
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Strumento utilizzato
Manometro digitale per prova di tenuta
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Marca, modello, matricola e stato di taratura
TestGas DG-150, matr. TG4587, taratura valida al 30/09/2026
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Metodo, condizioni di prova, valori rilevati e criteri di accettazione
Prova eseguita sull’impianto isolato dagli apparecchi, dopo stabilizzazione della pressione. Pressione iniziale 150 mbar; pressione finale 150 mbar; variazione non rilevata dallo strumento. Esito conforme ai criteri della procedura applicata.
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| 10. ESITI, RILIEVI E NON CONFORMITÀ | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Descrizione dettagliata degli esiti e dei rilievi riscontrati
Le verifiche hanno evidenziato l’integrità dei tratti accessibili dell’impianto, la corretta accessibilità delle valvole di intercettazione e la presenza di aperture di aerazione libere. La caldaia e il piano cottura hanno funzionato regolarmente durante il controllo. La prova di tenuta ha avuto esito positivo.
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Non conformità / anomalie / componenti non verificabili
Non sono state rilevate non conformità durante le verifiche eseguite. Restano escluse le parti non accessibili senza opere di demolizione o rimozione.
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| 11. CONCLUSIONI TECNICHE | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Esito complessivo della verifica
☒ Impianto verificato con esito positivo e utilizzabile nello stato rilevato
☐ Impianto utilizzabile con prescrizioni / limitazioni indicate nella presente relazione ☐ Impianto non idoneo / non utilizzabile fino all’esecuzione degli interventi indicati ☐ Verifica parziale: non è possibile esprimere un giudizio complessivo |
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Sintesi conclusiva del tecnico
Sulla base dei controlli eseguiti e limitatamente all’oggetto della verifica, l’impianto risulta utilizzabile nello stato rilevato. La presente conclusione non costituisce dichiarazione di conformità o dichiarazione di rispondenza.
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| 12. PRESCRIZIONI, INTERVENTI E RACCOMANDAZIONI | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Interventi necessari per la messa in sicurezza o il ripristino
Nessun intervento urgente rilevato.
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Raccomandazioni e ulteriori controlli
Si raccomanda di mantenere libere le aperture di aerazione e di sottoporre gli apparecchi ai controlli e alla manutenzione previsti dal fabbricante e dalla procedura applicabile.
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Termine indicato per gli interventi
Non applicabile
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Necessità di sospensione dell’uso
☐ Sì ☒ No ☐ Parziale / limitata
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| 13. DICHIARAZIONE DEL TECNICO | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il sottoscritto dichiara di aver eseguito, per quanto accessibile e limitatamente all’oggetto indicato nella presente relazione, le verifiche sopra descritte sull’impianto gas identificato nel documento, utilizzando i metodi e la strumentazione indicati. Dichiara inoltre che gli esiti riportati corrispondono alle condizioni riscontrate alla data della verifica.
La presente relazione documenta esclusivamente le verifiche eseguite e i relativi esiti; non sostituisce, ove necessaria, la dichiarazione di conformità, la dichiarazione di rispondenza, il progetto, il rapporto di manutenzione o altra documentazione prevista dalla specifica procedura applicabile.
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| 14. ALLEGATI | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Documenti allegati alla relazione
☒ Scheda / verbale prova di tenuta
☒ Report strumentale / misurazioni ☒ Documentazione fotografica ☒ Schema o planimetria dell’impianto ☒ Elenco apparecchi ☒ Dichiarazioni precedenti ☐ Altra documentazione |
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Numero complessivo di allegati
5
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Note sugli allegati
Allegati numerati da 1 a 5 e conservati insieme alla relazione.
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| 15. LUOGO, DATA E FIRME | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Luogo
Milano
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Data
16/03/2026
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Ing. Marco Rossi
Firma e timbro del tecnico verificatore / responsabile tecnico
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Laura Bianchi
Firma del committente per presa visione e ricezione
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| La firma del committente attesta esclusivamente la presa visione e la ricezione della relazione e degli eventuali allegati, senza costituire attestazione di conformità dell’impianto né accettazione tecnica degli esiti. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 16. NOTE E CONSERVAZIONE | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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La relazione, gli allegati e la documentazione dell’impianto devono essere conservati dal committente e resi disponibili per successive manutenzioni, controlli o richieste del distributore.
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| La relazione e i relativi allegati devono essere conservati insieme alla documentazione dell’impianto e resi disponibili per successive manutenzioni, controlli, riattivazioni o richieste del committente, dell’amministratore, dell’ente competente o del distributore, secondo quanto applicabile al caso concreto. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Download Relazione di verifica impianto gas
Il modello di Relazione di verifica impianto gas può essere scaricato in formato Word, compilato e personalizzato in base alle caratteristiche dell’impianto, alle verifiche effettivamente svolte e alla procedura tecnica applicata.
Come compilare il Relazione di verifica impianto gas
La compilazione deve iniziare dai dati identificativi del documento e del soggetto che esegue la verifica. Occorre indicare il numero della relazione o del protocollo, la data in cui sono state svolte le verifiche, la data di emissione e l’eventuale revisione del documento. Devono inoltre essere riportati il nome del tecnico verificatore o del responsabile tecnico, la qualifica, l’abilitazione professionale, la denominazione dell’impresa o dello studio, la partita IVA o il codice fiscale, l’iscrizione alla Camera di commercio o all’albo pertinente e i recapiti professionali.
La sezione relativa al committente deve identificare con precisione il soggetto che ha richiesto l’attività. Quando non coincidono, è opportuno distinguere committente, proprietario, conduttore e utilizzatore dell’immobile. L’indirizzo per le comunicazioni e i recapiti consentono di collegare la relazione alla persona che deve riceverla e conservarla.
L’impianto deve essere identificato attraverso l’indirizzo completo, il numero civico, il comune, la provincia, il CAP, il piano, l’interno e la scala. Quando utile o richiesto dalla procedura, devono essere inseriti anche il PDR, il codice utenza e il nome del distributore. È necessario indicare il combustibile utilizzato, distinguendo tra metano, GPL o altro gas, nonché la destinazione dell’impianto, per esempio domestica, condominiale, commerciale o produttiva.
Nel campo relativo all’oggetto della verifica bisogna specificare perché viene redatta la relazione. È possibile trattare una verifica su un impianto esistente, una prova di tenuta, una riattivazione, una modifica, la sostituzione di un apparecchio, un sospetto di anomalia o un accertamento di sicurezza. La delimitazione deve chiarire quali parti dell’impianto sono state esaminate e quali invece sono rimaste escluse perché non accessibili o estranee all’incarico.
La descrizione tecnica deve essere concreta. È utile riportare il tipo di alimentazione, il percorso e il materiale delle tubazioni, le modalità di giunzione, i locali serviti, gli apparecchi collegati, le condizioni di installazione, le aperture di aerazione e ventilazione, i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione e i dispositivi di intercettazione e sicurezza. Non devono essere dichiarati controlli non eseguiti.
Per ogni verifica occorre indicare se è stata effettivamente eseguita e quale risultato ha prodotto. Le note devono contenere misure, osservazioni, riferimenti alla documentazione esaminata o indicazioni sulle parti non verificabili. In caso di prova di tenuta, la relazione deve riportare almeno il metodo seguito, la pressione di prova, la durata dell’osservazione, lo strumento utilizzato, i dati di identificazione e taratura dello strumento, i valori rilevati e il criterio di accettazione applicato.
La conclusione deve essere coerente con i risultati documentati. Il tecnico può indicare un esito positivo, l’utilizzabilità con prescrizioni, la non idoneità fino all’esecuzione degli interventi oppure l’impossibilità di esprimere un giudizio complessivo quando la verifica è parziale. Le prescrizioni devono distinguere gli interventi necessari per la sicurezza dalle raccomandazioni e dai controlli futuri.
La dichiarazione finale deve chiarire che la relazione riguarda esclusivamente le verifiche svolte e non sostituisce, quando necessarie, la dichiarazione di conformità, la dichiarazione di rispondenza, il progetto, il rapporto di manutenzione o altra documentazione prevista dalla procedura applicabile. Il documento deve essere completato con luogo, data, firma del tecnico e, se prevista, firma del committente per presa visione e ricezione.
Quando utilizzare il Relazione di verifica impianto gas
La relazione può essere utilizzata quando occorre lasciare una documentazione tecnica delle verifiche svolte su un impianto gas civile o, con gli opportuni adattamenti, su impianti destinati ad attività professionali o produttive. È frequente nel controllo di impianti esistenti, nella verifica della tenuta, nella riattivazione di un’utenza, dopo modifiche o sostituzioni di apparecchi e durante accertamenti sulla sicurezza dell’impianto.
Può essere utile anche per documentare controlli sulle tubazioni, sui locali di installazione, sulle aperture di aerazione e ventilazione, sui sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, sugli apparecchi alimentati a gas e sui dispositivi di intercettazione e sicurezza. In ambito amministrativo o immobiliare può essere allegata a una pratica tecnica, a una compravendita, a una locazione o a una richiesta del committente, purché il contenuto sia adeguato allo scopo concreto.
La relazione non deve essere confusa con la dichiarazione di conformità o con la dichiarazione di rispondenza. Quando l’attività richiesta consiste nel certificare la conformità dell’impianto, nel redigere una dichiarazione di rispondenza o nel seguire una procedura specifica del distributore, occorre utilizzare la documentazione prevista per quella finalità. Un rapporto di verifica può accompagnare tali documenti, ma non li sostituisce automaticamente.
Cosa deve contenere il Relazione di verifica impianto gas
Gli elementi generalmente necessari sono l’identificazione dell’impianto, l’identificazione del tecnico o dell’impresa, l’indicazione del committente o destinatario, la data della verifica, l’oggetto dell’incarico, i riferimenti normativi o procedurali effettivamente applicati, l’elenco delle verifiche eseguite, gli esiti, le eventuali non conformità, le conclusioni tecniche e la firma del soggetto che ha svolto l’attività.
Quando la verifica riguarda la tenuta, diventano rilevanti anche la pressione di prova, la durata dell’osservazione, il metodo, le condizioni di prova, lo strumento utilizzato, la matricola, lo stato di taratura, i valori misurati e il criterio utilizzato per valutare l’esito. Quando sono controllati gli apparecchi o l’evacuazione dei fumi, è opportuno indicare modello o matricola, locale, potenza, sistema di evacuazione e risultato del controllo.
Informazioni come PDR, codice utenza, distributore, progetto, dichiarazioni precedenti, planimetrie, fotografie, report strumentali ed elenco degli apparecchi dipendono dal caso concreto. Sono normalmente consigliate quando aiutano a identificare l’impianto o a dimostrare le misurazioni e le condizioni riscontrate, ma non devono essere presentate come requisiti universali se la procedura applicata non li richiede.
Firma e allegati
La relazione è normalmente firmata dal tecnico che ha eseguito la verifica o dal responsabile tecnico dell’impresa, secondo il ruolo e l’abilitazione richiesti dall’attività svolta. Il timbro è frequente nella prassi professionale, ma non costituisce necessariamente un obbligo generale per ogni relazione. Nel modello può essere prevista anche la firma del committente, che ha normalmente la funzione di attestare la presa visione e la ricezione del documento, non l’accettazione tecnica degli esiti.
Gli allegati possono comprendere la scheda o il verbale della prova di tenuta, il report dello strumento, le misurazioni, la documentazione fotografica, lo schema o la planimetria dell’impianto, l’elenco degli apparecchi e le dichiarazioni precedenti. In base alla pratica concreta possono essere richiesti anche documenti identificativi, attestazioni, ricevute, comunicazioni del distributore o altra documentazione tecnica. Devono essere indicati nella relazione con una numerazione o una descrizione che ne consenta il collegamento.
Aspetti da verificare prima di utilizzare il modello
Prima dell’utilizzo occorre controllare che il modello sia adatto allo scopo della verifica e che la norma o la procedura indicata corrisponda realmente all’attività eseguita. Non è corretto richiamare una norma sulla tenuta se non è stata svolta una prova secondo quella procedura, né utilizzare una relazione generica per sostituire una dichiarazione di conformità o una dichiarazione di rispondenza.
Devono essere verificati i dati dell’immobile, il PDR o il codice utenza quando richiesti, l’identità del committente, la distinzione tra proprietario e utilizzatore, il combustibile e il tipo di impianto. Date di verifica ed emissione devono essere coerenti con i rapporti strumentali e con gli allegati. Gli esiti riportati nelle tabelle devono corrispondere alle descrizioni tecniche, alle misure e alle conclusioni finali.
È importante indicare chiaramente le parti non accessibili, le prove non eseguite e le eventuali limitazioni del controllo. Le non conformità non devono essere omesse o descritte con formule vaghe come “tutto regolare” quando sono presenti anomalie. Le prescrizioni devono distinguere gli interventi urgenti o necessari dalle semplici raccomandazioni.
Prima della firma bisogna controllare che gli allegati siano effettivamente presenti, leggibili e coerenti con il testo, che il tecnico firmatario sia il soggetto corretto e che il committente firmi, se previsto, esclusivamente per presa visione. Nei casi complessi, con impianti di particolare potenza, documentazione mancante, problematiche di evacuazione fumi o richieste del distributore, è opportuno far verificare il documento da un professionista competente nella specifica materia.
Domande frequenti sul Relazione di verifica impianto gas
La Relazione di verifica impianto gas sostituisce la dichiarazione di conformità?
No. La relazione documenta le verifiche eseguite e gli esiti riscontrati, mentre la dichiarazione di conformità è il documento previsto per attestare la conformità dell’impianto secondo la disciplina applicabile. La relazione può essere allegata o collegata alla dichiarazione, ma non la sostituisce automaticamente.
Chi può redigere la relazione?
Normalmente la redige il tecnico qualificato o l’impresa installatrice abilitata incaricata della verifica. Il soggetto deve essere coerente con il tipo di attività svolta, con l’eventuale abilitazione richiesta e con la procedura tecnica applicata.
È sempre obbligatoria una prova di tenuta?
Non ogni relazione riguarda necessariamente una prova di tenuta. La prova deve essere indicata ed eseguita quando rientra nell’oggetto dell’incarico o nella procedura applicabile. Se viene svolta, devono essere riportati metodo, pressione, durata, strumento, valori rilevati ed esito.
La firma del committente attesta la conformità dell’impianto?
No. Nel modello la firma del committente è prevista per presa visione e ricezione della relazione e degli eventuali allegati. Non costituisce attestazione di conformità dell’impianto né accettazione tecnica degli esiti.
Quali documenti possono essere allegati?
In funzione del caso possono essere allegati il verbale della prova di tenuta, i report delle misurazioni, le fotografie, lo schema o la planimetria, l’elenco degli apparecchi, le dichiarazioni precedenti e le comunicazioni o ricevute richieste dalla procedura applicabile.