La relazione tecnica impianto elettrico è il documento tecnico‑legale che descrive le caratteristiche dell’impianto elettrico progettato o ristrutturato, i criteri progettuali adottati, i riferimenti normativi e legislativi, le verifiche di sicurezza e i risultati delle prove. Serve a dimostrare la conformità alle norme vigenti (es. DM 37/08, norme CEI) e fornisce le indicazioni operative per l’esecuzione, il collaudo e la manutenzione dell’impianto; costituisce inoltre parte della documentazione da allegare alla dichiarazione di conformità e agli atti amministrativi legati all’opera.
Come compilare il modello Relazione tecnica impianto elettrico
La compilazione della relazione tecnica deve avvenire con rigore giuridico e tecnico, garantendo in ogni sezione la chiarezza delle scelte progettuali, la rintracciabilità delle responsabilità e la corrispondenza ai requisiti normativi. Innanzitutto il documento deve identificare con precisione le parti coinvolte: committente, impresa esecutrice e progettista responsabile, riportando qualifiche e iscrizioni professionali secondo le norme vigenti; la data di redazione e i riferimenti progettuali devono essere espliciti per ogni versione del documento.
La premessa deve definire oggetto e tipologia dell’intervento (nuovo impianto, ristrutturazione, ampliamento) e descrivere l’ambito d’intervento e i locali interessati, specificando eventuali vincoli amministrativi o prescrizioni del distributore di rete. Gli obiettivi progettuali devono distinguere gli aspetti funzionali (alimentazione macchinari, servizi, illuminazione), quelli di sicurezza (adeguamento a DM 37/08, CEI 64‑8 e altri standard applicabili) e gli obiettivi di efficienza energetica e flessibilità futura; è opportuno motivare le scelte tecniche in relazione a tali obiettivi.
I riferimenti normativi devono essere elencati in modo completo e aggiornato, indicando norme CEI, UNI ed eventuali decreti o prescrizioni locali applicate; la relazione deve esplicitare come ogni requisito normativo è stato soddisfatto. La descrizione dell’edificio e della destinazione d’uso deve consentire la corretta classificazione dell’impianto (residenziale, uffici, industria, scuola, ecc.) e definire i carichi previsti e le modalità d’uso.
Nei dati di fornitura vanno riportati il punto di consegna, tensione nominale, sistema di distribuzione (TN‑S, TN‑C‑S, TT, IT) e le eventuali protezioni di interfaccia richieste dal distributore. Lo schema dell’architettura elettrica deve comprendere l’indicazione dei quadri (generale e di zona), delle dorsali e dei principali circuiti (illuminazione, prese, forza motrice, ecc.), corredato dallo schema unifilare di massima e dall’elenco degli allegati tecnici.
Le scelte relative a protezioni e coordinamento vanno motivate e documentate con le tarature, i poteri d’interruzione e i criteri di selettività; nelle verifiche tecniche devono essere riportati i calcoli delle correnti nominali di impiego (Ib), delle correnti nominali degli interruttori (In), delle portate dei conduttori (Iz), della caduta di tensione e delle correnti di cortocircuito, documentando le verifiche Ib ≤ In ≤ Iz e le azioni correttive eventuali. Per i sistemi TT occorre esplicitare l’applicazione della condizione RA × IA ≤ UL come previsto dalla norma e documentare i valori adottati.
La sezione sulla messa a terra deve descrivere il sistema dispersivo, il valore obiettivo di resistenza di terra e le modalità di esecuzione dei collegamenti di equipotenzialità. I criteri di dimensionamento devono richiamare riferimenti normativi per le sezioni minime dei conduttori, i limiti di caduta di tensione e le condizioni di posa che influenzano la portata.
Le prescrizioni relative a condizioni ambientali, grado di protezione IP e modalità di posa devono essere coerenti con l’uso previsto e certificate per gli involucri e materiali selezionati. Il capitolo delle verifiche e prove finali deve elencare e prevedere l’esecuzione delle prove secondo CEI 64‑8/6 (continuità conduttori di protezione, resistenza di isolamento, misura resistenza di terra, prove differenziali e di funzionamento, prova impianti di emergenza) e indicare la documentazione che verrà rilasciata (schemi unifilari aggiornati, verbali di prova, dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08).
La relazione deve infine contenere prescrizioni di sicurezza durante l’esecuzione dei lavori (DPI, segnaletica, lavori sotto tensione), il cronoprogramma delle attività, il piano di manutenzione e l’elenco degli allegati. Dal punto di vista legale è fondamentale che la relazione sia sottoscritta dal progettista responsabile e che tutti i calcoli di verifica siano allegati o facilmente ricostruibili, poiché la relazione costituisce prova documentale in fase di collaudo e, se necessario, in sede amministrativa o giudiziaria.
Esempio Relazione tecnica impianto elettrico
Cliente/Commitente: Comune di Valpone – Ufficio Tecnico
Committente – Indirizzo: Via Roma 12, 12010 Valpone (CN)
Cantiere/Immobile – Indirizzo: Impianto di depurazione Valpone, Località Valpone, Via Fiume 3
Progetto n.: 2025/IE/001
Oggetto: Relazione tecnica impianto elettrico per impianto depurazione Valpone – locale soffianti e quadri
Redatto da (nome, qualifica, iscrizione albo o riferimento): Ing. Marco Rossi, Ingegnere Elettrico, Iscr. Ordine Ingegneri CN n.1234
Data redazione: 12/05/2026
Riferimenti documenti di progetto: Disegni di impianto n.01-05 rev.A; schema unifilare allegato; calcoli elettrici allegati
1. Premessa e oggetto dell’intervento
1.1 Oggetto dei lavori: Realizzazione impianto BT per alimentazione quadri soffianti, pompe e illuminazione aree esterne del depuratore.
1.2 Tipologia intervento (nuovo impianto / ristrutturazione / ampliamento): Nuovo impianto e integrazione su cabine esistenti.
1.3 Parti interessate e locali a servizio dell’impianto: Locale quadri primario, locali pompe, locale soffianti, aree esterne plant.
2. Obiettivi del progetto
2.1 Obiettivi funzionali: Alimentazione delle pompe di processo, soffianti, prese ausiliarie e illuminazione interna/esterna.
2.2 Obiettivi di sicurezza e normativi: Adeguamento alle prescrizioni DM 37/08 e conformità a CEI 64‑8; separazione circuiti di emergenza.
2.3 Obiettivi di efficienza energetica e flessibilità futura: Utilizzo di apparecchiature a rendimento elevato, predisposizione per integrazione inverter.
3. Riferimenti normativi e legislativi
3.1 Norme e standard applicati: CEI 64‑8, CEI 0‑2, UNI EN 12464‑1 (illuminazione), norme del distributore locale.
3.2 Riferimenti legislativi: DM 37/08, prescrizioni Comune di Valpone e regolamenti gestore rete.
3.3 Norme illuminotecniche (se applicabile): UNI EN 12464‑1 per locali tecnici e aree di lavoro.
4. Descrizione generale dell’edificio / sito e destinazione d’uso
4.1 Descrizione sintetica dell’immobile/sito: Impianto di depurazione comprensivo di edifici tecnici e aree esterne di trattamento.
4.2 Destinazione d’uso dei locali interessati: Locali tecnici, locali pompe, sala soffianti, aree esterne operative.
4.3 Classificazione dell’impianto: Industriale (impianto di processo).
5. Dati di fornitura e sistema di distribuzione
5.1 Ente fornitore e punto di consegna: Distributore Energia Valpone S.p.A., punto di consegna presso cabina MT/BT interna.
5.2 Tensione nominale e frequenza: 400/230 V – 50 Hz
5.3 Sistema di distribuzione: TN‑S
5.4 Categoria dell’impianto e alimentazione: Cabina privata con trasformatore 400 kVA.
5.5 Protezione di interfaccia con il distributore: Interruttore di interfaccia selettivo 630 A, taratura e dettaglio in allegato.
6. Schema dell’architettura elettrica (quadri, linee, sottosistemi)
6.1 Quadro generale e quadri secondari:
– Quadro generale: ubicazione locale quadri centrale tipologia quadro BT prefabricato, sezionamento principale con interruttore 630 A.
– Quadri di zona/piano: n. 3 ubicazioni: quadro pompe, quadro soffianti, quadro illuminazione esterna.
6.2 Dorsali e prese origine linee principali: Cavi schermati in cavidotto da quadro generale a quadri di zona; dorsali 5G50 mm².
6.3 Elenco dei circuiti principali:
– Illuminazione: circuito n. 1 alimentazione da quadro illuminazione esterna.
– Prese uso generale: circuito n. 2 alimentazione da quadro ausiliario.
– Forza motrice: motore pompe 15 kW (n.2), soffianti 22 kW (n.1) con inverter dedicati.
– Circuiti speciali: UPS alimentazione quadro controllo PLC.
6.4 Schema unifilare di massima: allegato n. 1.
7. Descrizione impianti e apparecchiature
7.1 Impianto di illuminazione interna: corpi LED 4000K, 24 punti luce locali tecnici, livello illuminamento 300 lux dove richiesto.
7.2 Illuminazione esterna: corpi LED IP66, punto luci lungo viabilità e area lavoro, distribuzione come da planimetria.
7.3 Presidi per illuminazione di emergenza: apparecchi autoalimentati e centralizzati, punti d’installazione indicati in planimetria.
7.4 Impianto di presa e FM: prese INDUSTRIALI per alimentazione pompe e prese per manutenzione come da elenchi macchine.
7.5 Impianti speciali: rete dati per supervisione, sistema di videosorveglianza alimentato da UPS.
8. Protezioni, coordinamento e verifiche elettriche
8.1 Tipologie di protezioni adottate: interruttori magnetotermici di linea, interruttori di potenza per motori, differenziali selettivi tipo A per circuiti sensibili.
8.2 Tarature e potere di interruzione principali: interruttore generale 630 A In=630 A, Icu 50 kA; dettagli tarature in tabella allegata.
8.3 Coordinamento protezioni sezionatori‑interruttori‑cavi: selettività temporale e corrente documentata nelle curve allegati.
8.4 Verifiche e relazioni di calcolo:
– Correnti nominali di impiego Ib: riportate nelle tabelle di calcolo (allegato 2).
– Correnti nominali degli interruttori In: indicate per ciascun circuito.
– Portate Iz dei conduttori: calcolate secondo CEI in funzione posa e temperatura.
– Verifica Ib ≤ In ≤ Iz: risultati positivi per tutte le linee principali (vedi allegato 2).
8.5 Correnti di corto circuito calcolate e criteri di protezione: calcoli in allegato 3; protezioni dimensionate per limitare energia alle apparecchiature.
9. Messa a terra e protezione contro i contatti indiretti
9.1 Tipologia rete di messa a terra: dispersore a nastro collegato a plinti e barra di terra centrale.
9.2 Resistenza di terra prevista e obiettivo: Rg ≤ 5 Ω (valore di progetto).
9.3 Conduttori di protezione: Cu 50 mm² fase PE principale, percorso in cavidotti con identificazione.
9.4 Collegamenti di equipotenzialità principale e locali: previsti tutti i collegamenti come da planimetria e norme CEI.
9.5 Criteri di intervento in sistemi TT/TN: sistema TN‑S adottato; per parti isolate applicati relè di protezione adeguati.
10. Criteri di dimensionamento elettrico
10.1 Sezioni minime adottate per i conduttori: fase/neutro 3G4 mm² per prese generiche, sezioni maggiorate per dorsali e motori come da tabella.
10.2 Verifica caduta di tensione massima ammessa: ΔU% max = 4%; calcoli caduta su dorsali: valori entro limiti (vedi allegato 2).
10.3 Condizioni di posa e correzioni per portata: posa in cavidotti interrati e in canaline, correzioni per temperatura e raggruppamento applicate.
10.4 Riserva di carico e piano di crescita/frazionamento: prevista riserva del 20% sulle dorsali e quadro predisposto per integrazioni.
11. Condizioni ambientali e modalità di posa
11.1 Condizioni ambientali: locali protetti interni, aree esterne soggette a intemperie e agenti atmosferici.
11.2 Grado di protezione (IP) richiesto per apparecchiature e involucri: IP54 per quadri esterni, IP66 per corpi illuminanti esterni.
11.3 Modalità di posa: cavidotti interrati per dorsali principali, canaline e passerelle per cablaggi aree tecniche.
11.4 Materiali e componenti con requisiti particolari: componenti resistenti a umidità e agenti chimici presenti in area depurazione.
12. Verifiche, prove finali e documentazione
12.1 Elenco prove iniziali e finali previste (CEI 64‑8/6):
– Continuità conduttori di protezione: Sì
– Resistenza isolamento: Sì
– Misura resistenza di terra: Sì
– Prove differenziali e test dispositivi: Sì
– Prova illuminazione di emergenza: Sì
12.2 Documentazione da rilasciare a fine lavori:
– Schemi unifilari aggiornati: allegato n. 1
– Dichiarazione di conformità ai sensi DM 37/08: Sì
– Libretto d’impianto / manualistica: Sì
– Certificati componenti: allegati n. 5
12.3 Modalità di collaudo e soggetto responsabile prova: Collaudo a cura dell’impresa installatrice in presenza del direttore lavori; verbali sottoscritti.
13. Sicurezza in cantiere e prescrizioni esecutive
13.1 Prescrizioni: delimitazione aree, segnaletica, DPI obbligatori, divieto lavori sotto tensione salvo procedure autorizzate.
13.2 Modalità di lavoro per parti live o pericolose: procedure di intervento e autorizzazioni documentate.
14. Manutenzione e gestione dell’impianto
14.1 Programma di manutenzione ordinaria e straordinaria: manutenzione annuale quadri, verifiche biennali impianto di terra.
14.2 Personale incaricato e responsabilità: responsabile tecnico impianto indicato dall’ente gestore.
15. Cronoprogramma e soggetti applicatori
15.1 Tempi stimati esecuzione lavori: inizio 01/07/2026 fine 30/09/2026
15.2 Impresa esecutrice: Elettroimpianti Valpone S.r.l., P.IVA 01234567890, Resp. Tecnico: Ing. Luca Bianchi
15.3 Direzione lavori e responsabile tecnico di progetto: Ing. Marco Rossi
16. Allegati
16.1 Elenco allegati a corredo:
– Schema unifilare n.: 1
– Tabelle calcolo (Ib, In, Iz, caduta di tensione): 2
– Planimetrie con posizionamento quadri e punti luce: 3
– Certificazioni e dichiarazioni componenti: 4
– Verbali di prova e misura (a fine lavori): 5
Dichiarazione finale
La presente relazione tecnica è redatta per descrivere le caratteristiche essenziali dell’impianto elettrico oggetto dell’intervento e le prescrizioni tecniche per l’esecuzione e la verifica dello stesso. Eventuali varianti progettuali dovranno essere documentate e approvate dall’Ufficio Tecnico del Comune di Valpone.
Luogo e data: Valpone, 12/05/2026
Firma del progettista/responsabile tecnico: Ing. Marco Rossi
Modello Relazione tecnica impianto elettrico Word da Compilare
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