Relazione di verifica impianto idrico – Esempio e modello

di | 22 Agosto 2026

La relazione di verifica dell’impianto idrico-sanitario è un elaborato tecnico utilizzato per descrivere lo stato di fatto, le prove eseguite e l’esito dei controlli effettuati su una rete di distribuzione dell’acqua, sull’acqua calda sanitaria, sugli scarichi e sulle eventuali apparecchiature presenti. Non costituisce un modello ufficiale unico previsto dalla legge, ma viene predisposta secondo la prassi tecnica e in funzione dello specifico intervento.

Il documento è normalmente utilizzato per verifiche di impianti esistenti, collaudi di impianti nuovi o ristrutturati, pratiche condominiali o amministrative e come supporto tecnico a una dichiarazione di rispondenza o ad alcune autocertificazioni relative a impianti realizzati prima dell’entrata in vigore della Legge n. 46/1990. Può essere richiesto dal proprietario, dal committente, dall’amministratore condominiale, da un’impresa, da un Comune o da altro soggetto che abbia necessità di documentare le condizioni dell’impianto.

Esempio di Relazione di verifica impianto idrico

Il seguente esempio mostra come può essere compilata una relazione di verifica dell’impianto idrico-sanitario. Il contenuto deve essere personalizzato in base all’immobile, all’epoca di realizzazione, alle prove realmente eseguite, alla documentazione disponibile e alle norme tecniche effettivamente applicabili.

RELAZIONE DI VERIFICA DELL’IMPIANTO IDRICO-SANITARIO
Elaborato tecnico di verifica, controllo e valutazione dello stato dell’impianto
Tecnico / ditta incaricata
Ing. Marco Bianchi – Studio Tecnico Bianchi
N. relazione
RV-2025-014
Data verifica
15/05/2025
Documento predisposto per: ☒ verifica tecnica ☐ collaudo ☒ Dichiarazione di rispondenza ☐ autocertificazione impianto ante 46/90 ☐ altro
1. COMMITTENTE / PROPRIETARIO
Nome e cognome / ragione sociale
Luca Rossi
Codice fiscale / partita IVA
RSSLCU75A01F205X
Indirizzo
Via Roma 25
Telefono / e-mail
333 1234567 – luca.rossi@example.it
2. IMMOBILE E RIFERIMENTI DELLA PRATICA
Ubicazione dell’immobile
Via Roma 25
Comune e provincia
Milano (MI)
CAP
20121
Edificio / scala / piano / interno
Edificio A / scala unica / piano 2 / interno 5
Destinazione d’uso
Abitazione residenziale
Riferimento catastale, se disponibile
Foglio 125, particella 348, subalterno 15
Pratica edilizia / amministrativa
Pratica condominiale per verifica impianti – prot. 214/2025
3. TECNICO O IMPRESA CHE HA ESEGUITO LA VERIFICA
Nome e cognome / denominazione
Ing. Marco Bianchi – Studio Tecnico Bianchi
Qualifica professionale
Ingegnere civile e impiantista
Albo professionale / numero di iscrizione
Ordine degli Ingegneri di Milano n. A12345
Abilitazione D.M. 37/2008, lettera d
Impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/2008, lettera d
Sede, partita IVA / codice fiscale
Via Verdi 10, Milano – P. IVA 01234567890
Telefono / e-mail / PEC
02 1234567 – studio@example.it – studio@pec.example.it
Polizza assicurativa professionale, se pertinente
Polizza RC professionale n. 458721, compagnia assicurativa XYZ
4. OGGETTO E AMBITO DELLA VERIFICA
Impianto oggetto di verifica
Verifica dell’impianto idrico-sanitario dell’unità immobiliare, comprendente alimentazione di acqua fredda, produzione autonoma di acqua calda sanitaria, distribuzione interna, apparecchi sanitari, scarichi, sifoni e valvole di intercettazione. La verifica è stata eseguita sulle parti accessibili senza demolizioni.
Finalità della relazione
☒ Verifica di impianto esistente    ☐ Collaudo di impianto nuovo o ristrutturato    ☒ Supporto a Di.Ri.    ☐ Altro
La relazione è predisposta a supporto della valutazione tecnica dell’impianto esistente e della documentazione connessa alla dichiarazione di rispondenza, ove ricorrano i presupposti previsti dalla disciplina applicabile.
Epoca di realizzazione dell’impianto
☐ Ante 13/03/1990    ☒ Dal 13/03/1990 al 27/03/2008    ☐ Dal 28/03/2008    ☐ Non determinata
Realizzazione presunta nel 2004, sulla base della documentazione disponibile e delle caratteristiche dell’impianto
5. DESCRIZIONE DELL’IMPIANTO
Configurazione dell’impianto
☒ Autonomo
☐ Centralizzato
☒ A servizio di una unità immobiliare
☐ A servizio di più unità immobiliari
☐ Altro: __________________________
Componenti presenti
☒ Acqua fredda
☒ Acqua calda sanitaria
☐ Ricircolo acqua calda
☐ Produzione centralizzata
☒ Produzione autonoma
Sistemi e apparecchiature
☐ Serbatoio / accumulo
☐ Autoclave / pompe
☒ Addolcitore / filtro
☒ Dispositivo anti-riflusso
☐ Altro: __________________________
Reti comprese nella verifica
☒ Alimentazione e distribuzione
☒ Scarichi e sifoni
☒ Ventilazioni
☐ Reti esterne / allacciamenti
☐ Altro: __________________________
Descrizione tecnica, schema delle reti e punti di utenza principali
L’alimentazione dell’acqua fredda avviene dalla rete acquedottistica condominiale mediante contatore di unità. La distribuzione interna è realizzata con tubazioni in multistrato, con derivazioni verso cucina, bagno principale e bagno di servizio. L’acqua calda sanitaria è prodotta da caldaia murale autonoma e distribuita ai punti di prelievo mediante rete dedicata. Gli scarichi sono collegati alla colonna condominiale tramite sifoni ispezionabili. Sono stati verificati lavabo, bidet, wc, doccia, lavello cucina e lavatrice.
Materiali, diametri delle tubazioni, raccordi, valvole e apparecchiature principali
Tubazioni principali in multistrato con diametri indicativi 16 e 20 mm; raccordi a pressare; valvole di intercettazione sui principali rami di utenza; tubazioni di scarico in polipropilene e PVC nei tratti accessibili. Caldaia murale autonoma per produzione di acqua calda sanitaria. Presente filtro sull’ingresso dell’acqua e dispositivo di non ritorno in prossimità dell’alimentazione dell’unità.
Stato di conservazione visibile
Le parti accessibili risultano in buono stato di conservazione. Non sono state rilevate perdite visibili, corrosioni significative o deformazioni. Alcuni tratti delle tubazioni risultano occultati nelle murature e non sono stati sottoposti a ispezione diretta.
6. RIFERIMENTI NORMATIVI E TECNICI
Indicare esclusivamente i riferimenti effettivamente applicati alla verifica, al progetto, al collaudo o alla pratica cui la relazione è allegata.
☒ D.M. 37/2008, per quanto applicabile agli impianti idrico-sanitari
☒ UNI 9182, per quanto applicabile
☒ Regolamenti edilizi, comunali o disposizioni dell’ente competente
☐ Capitolato, progetto o protocollo di collaudo
☒ Altro riferimento tecnico o normativo: istruzioni dei fabbricanti delle apparecchiature installate
I riferimenti sopra indicati sono stati utilizzati come criteri tecnici di valutazione, limitatamente alle verifiche effettivamente eseguite. La presente relazione non costituisce dichiarazione di conformità e non sostituisce gli eventuali documenti richiesti dalla disciplina applicabile.
7. VERIFICHE E PROVE ESEGUITE
Per ogni voce indicare l’esito. Se una prova non è stata eseguita, selezionare “N.E.” e specificarne il motivo nelle note.
VERIFICA / PROVA ESITO NOTE / VALORI RILEVATI
Tenuta della rete idrica e delle giunzioni ☒ P   ☐ N   ☐ N.E.
Nessuna perdita visibile rilevata durante il sopralluogo.
Pressione di prova / durata della prova ☒ P   ☐ N   ☐ N.E. Prova a 6 bar per 30 minuti; nessuna caduta rilevata.
Pressioni e portate ai punti di prelievo ☒ P   ☐ N   ☐ N.E. Pressione statica 3,1 bar; portata ritenuta adeguata ai punti verificati.
Funzionamento acqua calda sanitaria e ricircolo ☒ P   ☐ N   ☐ N.E. Produzione autonoma funzionante; ricircolo non presente.
Temperature dell’acqua calda sanitaria ☒ P   ☐ N   ☐ N.E. Temperatura rilevata alla caldaia Fifty °C e al lavabo 48 °C.
Efficienza degli scarichi, sifoni e assenza di riflussi ☒ P   ☐ N   ☐ N.E. Scarichi regolari; sifoni integri; nessun riflusso rilevato.
Rumorosità, vibrazioni e colpi d’ariete ☒ P   ☐ N   ☐ N.E. Non rilevati rumori o vibrazioni anomale durante l’uso ordinario.
Funzionamento di pompe, autoclave e serbatoi ☐ P   ☐ N   ☒ N.E. Apparecchiature non presenti nell’unità immobiliare.
Sistemi di trattamento acqua, se presenti ☒ P   ☐ N   ☐ N.E. Filtro controllato e risultato funzionante; non eseguita analisi chimica dell’acqua.
Valvole di intercettazione, sicurezza e dispositivi anti-riflusso ☒ P   ☐ N   ☐ N.E. Valvole accessibili e dispositivo di non ritorno presente.
Documentazione tecnica e libretti disponibili ☐ P   ☒ N   ☐ N.E. Non reperita la dichiarazione di conformità originaria; disponibile manuale della caldaia.
Legenda esito: P = positivo; N = negativo; N.E. = non eseguito.
8. MISURAZIONI E STRUMENTAZIONE
PARAMETRO PUNTO / CONDIZIONE VALORE / UNITÀ STRUMENTO / NOTE
Pressione Ingresso unità immobiliare 3,1 bar Manometro digitale, matricola MD-221
Portata Lavabo bagno principale 7,8 l/min Misuratore volumetrico portatile
Temperatura acqua calda Uscita caldaia / lavabo 50 °C / 48 °C Termometro digitale, matricola TD-118
Altri parametri Prova di tenuta 6 bar per 30 min Pompa di prova manuale
9. OSSERVAZIONI TECNICHE E LIMITI DELLA VERIFICA
Anomalie, difetti, perdite o condizioni particolari riscontrate
Non sono state rilevate perdite visibili né difetti funzionali durante le prove. È stata rilevata l’assenza della dichiarazione di conformità originaria dell’impianto. Si raccomanda di mantenere accessibili le valvole di intercettazione e di programmare la manutenzione periodica della caldaia e del filtro.
Parti non accessibili, non visibili o non sottoposte a prova
Non sono stati verificati direttamente i tratti delle tubazioni incassati nelle murature, i collegamenti interni alla colonna condominiale e le parti non accessibili senza rimozione di rivestimenti. Non è stata eseguita un’analisi della qualità dell’acqua.
La verifica riguarda le porzioni accessibili dell’impianto e le prove effettivamente eseguite. Eventuali limitazioni, parti occultate o controlli non eseguiti devono essere indicati nello spazio sopra.
10. VALUTAZIONE COMPLESSIVA
☒ Impianto verificato e ritenuto idoneo e funzionale, per quanto oggetto delle verifiche eseguite
☐ Impianto ritenuto idoneo con prescrizioni
☐ Impianto non idoneo allo stato attuale e da adeguare
☐ Valutazione non conclusiva per limitazioni della verifica
Motivazione della valutazione finale
Sulla base dell’ispezione visiva, delle prove di tenuta e delle misurazioni eseguite sulle parti accessibili, l’impianto risulta funzionante e privo di perdite visibili. La valutazione è riferita esclusivamente alle condizioni riscontrate alla data del sopralluogo e non comprende le parti occultate o non accessibili.
Interventi necessari per la sicurezza o per il ripristino della funzionalità
Non sono stati individuati interventi urgenti necessari per il ripristino della funzionalità. Resta necessario conservare e rendere disponibile la documentazione tecnica eventualmente reperita e verificare, nell’ambito della pratica principale, la necessità di ulteriori adempimenti documentali.
Interventi consigliati o miglioramenti
Programmare la manutenzione della caldaia e del filtro, verificare periodicamente la funzionalità delle valvole e mantenere accessibili i punti di intercettazione. Valutare l’eventuale aggiornamento dello schema dell’impianto.
11. DICHIARAZIONI DEL TECNICO
Il/La sottoscritto/a Ing. Marco Bianchi, in qualità di tecnico/installatore sopra indicato, dichiara di avere eseguito in data 15/05/2025 le verifiche descritte nella presente relazione sull’impianto idrico-sanitario a servizio dell’immobile indicato.
Le valutazioni riportate sono riferite alle condizioni dell’impianto riscontrate al momento del sopralluogo, alle prove eseguite e alle parti accessibili, con i limiti espressamente indicati nella relazione.
La presente relazione costituisce un elaborato tecnico di verifica e non sostituisce, ove richiesta, la dichiarazione di conformità o altro documento previsto dalla disciplina applicabile.
La relazione è predisposta quale:
☐ documento autonomo di verifica    ☒ allegato a dichiarazione di rispondenza    ☐ allegato ad autocertificazione ante 46/90
☐ allegato a verbale di collaudo    ☐ altro: ______________________________________________
Eventuali ulteriori precisazioni:
La valutazione non comprende analisi chimiche o microbiologiche dell’acqua e non equivale a una certificazione di conformità dell’intero impianto.
12. ALLEGATI
N. DOCUMENTO / ELABORATO PRESENTE / NOTE
1 Planimetria o schema dell’impianto ☒ Sì ☐ No
2 Documentazione tecnica, libretti o istruzioni disponibili ☒ Sì ☐ No – manuale caldaia
3 Fotografie significative ☒ Sì ☐ No
4 Report di misure, prove o analisi ☒ Sì ☐ No
5 Altri documenti o certificazioni ☐ Sì ☒ No
Elenco dettagliato degli allegati ulteriori
Allegato A – Schema semplificato della distribuzione interna.
Allegato B – Report delle misurazioni del 15/05/2025.
Allegato C – Documentazione fotografica.
13. LUOGO, DATA E FIRME
Luogo
Milano
Data (gg/mm/aaaa)
15/05/2025
Ing. Marco Bianchi
Firma e timbro del tecnico / professionista
Luca Rossi
Firma del committente per presa visione
Relazione composta da n. 8 pagine, compresi gli allegati indicati.

Download Relazione di verifica impianto idrico

Il modello di Relazione di verifica impianto idrico può essere scaricato e personalizzato inserendo i dati del committente, dell’immobile, del tecnico incaricato, delle prove eseguite, delle misurazioni rilevate e degli eventuali allegati.

Come compilare il Relazione di verifica impianto idrico

La compilazione deve iniziare dall’identificazione del tecnico o della ditta incaricata, riportando denominazione, qualifica, recapiti, eventuale iscrizione all’albo professionale e abilitazione prevista per gli impianti idrico-sanitari. Questi dati servono a individuare il soggetto che ha eseguito materialmente la verifica e a collegare la relazione alla relativa responsabilità professionale. Devono essere indicati anche il numero progressivo della relazione e la data del sopralluogo.

Nella sezione dedicata al committente devono essere inseriti il nome e cognome oppure la ragione sociale del proprietario o del soggetto che ha conferito l’incarico, il codice fiscale o la partita IVA, l’indirizzo e i recapiti. È importante distinguere il proprietario dal semplice occupante o utilizzatore dell’immobile, soprattutto quando la relazione viene allegata a una pratica amministrativa, a una dichiarazione di rispondenza o a una documentazione condominiale.

I dati dell’immobile devono consentire di individuare senza ambiguità l’unità verificata. Occorre quindi riportare indirizzo, Comune, provincia, CAP, edificio, scala, piano e interno, insieme alla destinazione d’uso. Il riferimento catastale e gli estremi della pratica edilizia o amministrativa possono essere inseriti quando disponibili o quando richiesti dall’ente destinatario.

Nel campo relativo all’oggetto della verifica va spiegato quali parti dell’impianto sono state esaminate. La descrizione può comprendere l’alimentazione dell’acqua fredda, la produzione e distribuzione dell’acqua calda sanitaria, gli scarichi, i sifoni, le ventilazioni, i sistemi di trattamento dell’acqua, le pompe, i serbatoi, le valvole e i dispositivi anti-riflusso. È necessario indicare se la verifica è stata eseguita su un impianto esistente, su un impianto nuovo o ristrutturato, oppure come supporto a una dichiarazione di rispondenza.

L’epoca di realizzazione deve essere indicata sulla base dei documenti reperiti o degli elementi tecnici disponibili. Se la data non è certa, è preferibile precisare che si tratta di un’epoca presunta. La distinzione tra impianti anteriori al 13 marzo 1990, impianti realizzati tra il 13 marzo 1990 e il 27 marzo 2008 e impianti successivi al 28 marzo 2008 può essere rilevante per individuare la documentazione applicabile, ma non deve essere utilizzata per formulare conclusioni non supportate da prove o documenti.

La descrizione tecnica deve essere concreta. È utile riportare il tipo di distribuzione, i principali punti di utenza, i materiali osservati, i diametri indicativi delle tubazioni, le modalità di produzione dell’acqua calda, la presenza di ricircolo, le apparecchiature installate e lo stato di conservazione visibile. Le informazioni devono riferirsi a quanto effettivamente osservato e non a caratteristiche presunte delle parti occultate.

La tabella delle verifiche deve riportare l’esito di ciascun controllo. Per la tenuta della rete è opportuno indicare la pressione e la durata della prova, oppure specificare se è stata effettuata soltanto una verifica visiva dell’assenza di perdite. Per le pressioni e le portate vanno indicati i punti di prelievo e i valori misurati, mentre per l’acqua calda sanitaria devono essere riportate le temperature rilevate e le condizioni della prova. Le verifiche non eseguite devono essere contrassegnate come “N.E.” e accompagnate dalla motivazione.

Le osservazioni tecniche devono distinguere le anomalie effettivamente riscontrate dalle semplici raccomandazioni di manutenzione. In questa parte devono essere segnalate perdite, corrosioni, rumorosità, malfunzionamenti, assenza di valvole, documentazione mancante e tutte le parti non accessibili o non sottoposte a prova. Una relazione corretta non deve far intendere che siano state controllate anche tubazioni o apparecchiature non visibili.

La valutazione complessiva deve essere coerente con gli esiti della tabella e con le limitazioni dichiarate. Se una prova evidenzia una criticità, la conclusione deve indicare se l’impianto è idoneo con prescrizioni, non idoneo o non valutabile in modo conclusivo. La formula “idoneo e funzionale” deve essere riferita alle sole parti e condizioni oggetto di verifica e non deve trasformarsi in una generica dichiarazione di conformità.

Le dichiarazioni finali devono precisare che la relazione documenta le verifiche eseguite e non sostituisce, quando richiesta, la dichiarazione di conformità o altro documento previsto dalla disciplina applicabile. Se la relazione è collegata a una dichiarazione di rispondenza, a un’autocertificazione relativa a un impianto ante 46/90 o a un verbale di collaudo, il collegamento deve essere indicato in modo chiaro e deve corrispondere alla pratica effettivamente predisposta.

Infine devono essere indicati luogo, data, firma del tecnico e, se previsto o ritenuto utile, firma del committente per presa visione. Gli allegati devono essere elencati in modo puntuale e devono corrispondere ai documenti realmente consegnati, come schemi, fotografie, report delle prove, libretti d’uso, certificazioni o documentazione tecnica reperita.

Relazione di verifica impianto idrico

Quando utilizzare il Relazione di verifica impianto idrico

La relazione può essere utilizzata per documentare la verifica di un impianto idrico-sanitario esistente, soprattutto quando il proprietario, il condominio o altro committente necessita di una descrizione tecnica dello stato dell’impianto, delle condizioni di funzionamento e delle eventuali anomalie presenti.

È frequentemente predisposta come supporto a una dichiarazione di rispondenza relativa a impianti privi della dichiarazione di conformità, quando ricorrono i presupposti previsti dal D.M. 37/2008. Può inoltre essere allegata, secondo le procedure del singolo Comune o dell’ente interessato, a documentazione relativa a impianti realizzati prima dell’entrata in vigore della Legge n. 46/1990.

Un ulteriore impiego riguarda il collaudo o la verifica funzionale di impianti nuovi, ristrutturati o oggetto di interventi, con controlli su tenuta, pressioni, portate, temperature, scarichi, rumorosità, apparecchiature e documentazione di esercizio. In ambito condominiale o aziendale può essere inserita nel fascicolo tecnico dell’impianto e utilizzata per programmare interventi di manutenzione o adeguamento.

La relazione non sostituisce la dichiarazione di conformità richiesta per gli impianti nuovi o modificati e non equivale automaticamente a una dichiarazione di conformità dell’intero impianto. Non sostituisce neppure eventuali analisi dell’acqua, autorizzazioni allo scarico, valutazioni specifiche sul rischio Legionella o altri documenti richiesti da discipline particolari.

Cosa deve contenere il Relazione di verifica impianto idrico

Generalmente il documento deve identificare il tecnico incaricato, il committente, l’immobile, la data e il numero della relazione. Questi elementi sono necessari per collegare le verifiche a un soggetto, a un luogo e a uno specifico momento temporale.

Deve essere descritto l’oggetto della verifica, precisando se riguarda l’acqua fredda, l’acqua calda sanitaria, il ricircolo, gli scarichi, le ventilazioni, i sistemi di trattamento, le pompe, i serbatoi o altre apparecchiature. La relazione dovrebbe inoltre indicare l’epoca di realizzazione dell’impianto quando tale informazione è utile per una dichiarazione di rispondenza, un’autocertificazione o una pratica amministrativa.

Sono generalmente necessari una descrizione dello schema delle reti, l’indicazione dei principali punti di utenza, i materiali e i diametri osservabili, le valvole presenti e lo stato di conservazione delle parti accessibili. Il livello di dettaglio dipende dalla complessità dell’impianto e dalla finalità della relazione.

Devono essere riportate le verifiche effettivamente svolte, con il relativo esito e con le note tecniche. Possono essere comprese la prova di tenuta, la verifica delle pressioni e delle portate, il controllo della temperatura dell’acqua calda, l’efficienza degli scarichi, l’assenza di riflussi, la rumorosità, il funzionamento delle apparecchiature, i sistemi di trattamento dell’acqua, gli organi di intercettazione e la disponibilità della documentazione.

I riferimenti normativi e tecnici devono essere selezionati in funzione del caso concreto. Il D.M. 37/2008 può essere richiamato per quanto applicabile agli impianti all’interno degli edifici; la UNI 9182 può costituire un riferimento tecnico per gli impianti di alimentazione e distribuzione dell’acqua calda e fredda. Eventuali regolamenti locali, capitolati o protocolli di collaudo devono essere indicati soltanto se realmente utilizzati.

Le sezioni sulle osservazioni, sulle limitazioni e sulla valutazione finale sono importanti perché delimitano il valore della verifica. Il documento deve chiarire quali parti non erano visibili, quali prove non sono state eseguite e se l’esito riguarda l’intero impianto oppure soltanto le porzioni accessibili.

Firma e allegati

La relazione viene normalmente firmata dal tecnico o dal professionista che ha eseguito le verifiche. In base al caso concreto, il soggetto può essere un installatore abilitato per la specifica tipologia di impianto oppure un professionista iscritto all’albo competente, soprattutto quando la relazione è collegata a una dichiarazione di rispondenza o a un collaudo articolato.

La firma del committente non sostituisce quella del tecnico e può essere prevista soltanto per presa visione o accettazione della relazione. Il modello può quindi contenere due spazi distinti: uno per la firma e il timbro del tecnico e uno per la firma del proprietario o committente.

Non esiste una lista generale e uniforme di allegati obbligatori per ogni relazione di verifica. In funzione della pratica possono essere utili o richiesti una planimetria, uno schema della rete, fotografie, report delle misurazioni, risultati delle prove, libretti d’uso e manutenzione, certificazioni dei materiali o delle apparecchiature e copie della documentazione tecnica già disponibile.

Quando la relazione è trasmessa a un Comune, a un condominio o ad altro ente, devono essere rispettate le istruzioni della procedura specifica. L’ente può richiedere documenti identificativi, attestazioni del tecnico, documentazione catastale, ricevute di presentazione o altri allegati amministrativi, ma tali richieste dipendono dal procedimento e non dalla relazione considerata isolatamente.

Aspetti da verificare prima di utilizzare il modello

Prima della compilazione occorre verificare che il soggetto indicato come committente o proprietario sia corretto e che l’immobile sia identificato in modo completo. Indirizzo, piano, interno, riferimenti catastali e numero della pratica devono essere coerenti con gli eventuali documenti allegati.

La data di realizzazione dell’impianto deve essere riportata con prudenza. Se deriva da elementi indiretti o da informazioni del proprietario, è opportuno indicarla come presunta e non presentarla come dato certo. Le date relative alla Legge n. 46/1990 e al D.M. 37/2008 devono essere utilizzate per descrivere il contesto documentale, senza dedurre automaticamente la conformità dell’impianto.

Gli esiti della tabella devono essere completi e coerenti con le osservazioni. Una prova non eseguita deve essere indicata come “N.E.” con la relativa motivazione; una criticità descritta nelle note non deve essere accompagnata da una valutazione finale positiva priva di prescrizioni o spiegazioni.

È necessario riportare soltanto valori realmente misurati. Pressioni, portate e temperature devono essere associate al punto di misura, alla condizione di prova e, quando utile, allo strumento utilizzato. Se è stata svolta soltanto una valutazione visiva o qualitativa, questo deve essere dichiarato senza inserire valori non rilevati.

I riferimenti normativi devono essere adattati all’effettivo oggetto della relazione. Non è corretto indicare una norma soltanto perché presente nel modello se non è stata utilizzata o se non è pertinente al caso concreto. Allo stesso modo, la relazione deve essere distinta dalla dichiarazione di conformità e dalla dichiarazione di rispondenza, che hanno presupposti e contenuti propri.

Prima della consegna occorre controllare che tutti gli allegati elencati siano effettivamente presenti, che le firme siano apposte e che la versione cartacea o digitale conservata dal tecnico coincida con quella consegnata al committente o trasmessa all’ente. Nei casi complessi, oppure quando la relazione deve sostenere una Di.Ri., un collaudo o una pratica amministrativa, è opportuno che la compilazione e la valutazione siano svolte da un tecnico competente.

Domande frequenti sul Relazione di verifica impianto idrico

La relazione di verifica dell’impianto idrico è un modulo ufficiale obbligatorio?

No. Non esiste un modello unico nazionale imposto per la relazione di verifica dell’impianto idrico-sanitario. Si tratta di un elaborato tecnico di prassi, che deve essere adattato alla finalità della verifica e alle eventuali richieste del Comune, del condominio o dell’ente destinatario.

La relazione sostituisce la dichiarazione di conformità?

No. La relazione descrive le verifiche e le condizioni riscontrate, ma non sostituisce la dichiarazione di conformità prevista per gli impianti nuovi o modificati. Può costituire un documento tecnico di supporto a una dichiarazione di rispondenza o ad altra pratica, quando ne ricorrono i presupposti.

Chi può firmare la relazione?

La relazione deve essere firmata dal tecnico o professionista che ha eseguito le verifiche e che possiede le competenze e le abilitazioni pertinenti al caso. La firma del committente può essere aggiunta per presa visione, ma non sostituisce la firma tecnica.

Cosa bisogna indicare se alcune tubazioni sono nascoste?

È necessario indicare nella sezione dedicata alle limitazioni che i tratti occultati non sono stati sottoposti a ispezione diretta e che la valutazione riguarda soltanto le parti accessibili e le prove effettivamente eseguite. Non devono essere formulate conclusioni riferite a parti che non è stato possibile controllare.

Quali allegati possono accompagnare la relazione?

In base al caso possono essere allegati planimetrie o schemi dell’impianto, fotografie, report delle prove e delle misurazioni, libretti d’uso e manutenzione, certificazioni di apparecchiature, documentazione tecnica esistente e altri elaborati richiesti dalla specifica pratica amministrativa o professionale.