Verbale di verifica impianto di messa a terra​ – Esempio e modello

di | 29 Agosto 2026

Il Verbale di verifica dell’impianto di messa a terra è il documento con cui il verificatore attesta le attività di controllo svolte sull’impianto e ne riassume i risultati, compresi l’esame a vista, le misurazioni, le prove sui dispositivi di protezione e l’eventuale presenza di non conformità.

Il verbale viene normalmente utilizzato per le verifiche prima, periodiche o straordinarie degli impianti soggetti al DPR 462/2001 nei luoghi di lavoro. Può essere necessario a imprese, enti pubblici, strutture sanitarie, scuole, attività commerciali, aziende industriali e agricole. La verifica deve essere eseguita da un organismo abilitato o, nei casi previsti, da ASL o ARPA; il datore di lavoro deve mettere a disposizione la documentazione dell’impianto e conservare il verbale insieme al rapporto di verifica.

Esempio di Verbale di verifica impianto di messa a terra​

Il seguente esempio è compilato con dati fittizi e può essere utilizzato come riferimento. Il modello deve essere personalizzato dal verificatore sulla base delle caratteristiche effettive dell’impianto, della documentazione disponibile, delle prove eseguite e della normativa tecnica applicata.

Organismo / Ente verificatore
Elettroverifiche Italia S.r.l.
Denominazione dell’organismo o dell’ente
Via delle Industrie 18, 20100 Milano (MI) – Tel. 02 000000 – PEC: elettroverifiche@pec.it
Sede, indirizzo e recapiti
N. verbale / pratica
VR-2025-0148
Revisione / data emissione
Rev. 00 – 18/06/2025
VERBALE DI VERIFICA
IMPIANTO DI MESSA A TERRA
Verifica ai sensi del DPR 462/2001
Estremi dell’abilitazione dell’organismo / ente
Decreto di abilitazione MIMIT n. 245/2019 del 12/09/2019
Decreto / provvedimento n. e data, ove applicabile
A. DATI DEL DATORE DI LAVORO / TITOLARE DELL’IMPIANTO
Ragione sociale / cognome e nome
Metalmeccanica Rossi S.p.A.
Codice fiscale / partita IVA
P. IVA 01234567890
Sede legale
Via Roma 25, 20100 Milano (MI)
Datore di lavoro / legale rappresentante
Luca Rossi
Referente presente alla verifica
Paolo Bianchi
Telefono / e-mail
02 1234567 – sicurezza@metalmeccanicarossi.it
Qualifica del referente
Responsabile manutenzione
B. LUOGO E IMPIANTO OGGETTO DELLA VERIFICA
Luogo di installazione – indirizzo completo
Via Galilei 40, 20090 Segrate (MI)
Denominazione sito / stabilimento / edificio
Stabilimento produttivo – edificio principale
Codice impianto / identificativo interno
MT-SEGRATE-001
Descrizione sintetica dell’impianto verificato
Impianto di messa a terra generale a servizio dello stabilimento, con dispersore ad anello, collegamenti equipotenziali principali e conduttori di protezione a servizio dei quadri elettrici e delle utenze.
Perimetro della verifica / reparti, edifici o porzioni comprese
Edificio produttivo, uffici, locale quadri elettrici, magazzino e area esterna pertinenziale. Esclusa la cabina di trasformazione di proprietà del distributore.
C. TIPOLOGIA E MOTIVO DELLA VERIFICA
Tipo di verifica
☐ Prima verifica     ☑ Verifica periodica     ☐ Verifica straordinaria
Periodicità applicabile
☐ 2 anni    ☑ 5 anni    ☐ Non applicabile / da definire
Data della precedente verifica
20/06/2020
Motivo della verifica straordinaria / note sulla richiesta
Non applicabile. Verifica periodica programmata ai sensi del DPR 462/2001.
D. ESECUZIONE DELLA VERIFICA E VERIFICATORE
Data sopralluogo
12/06/2025
gg/mm/aaaa
Ora di inizio / fine
09:00 / 13:00
Tempo impiegato – ore/uomo
4 ore/uomo
Nome e cognome del verificatore
Ing. Marco Verdi
Qualifica e organismo / ente di appartenenza
Ingegnere verificatore – Elettroverifiche Italia S.r.l.
Numero identificativo / iscrizione / abilitazione
Ordine Ingegneri Milano n. A12345 – ID verificatore EV-032
Eventuali accompagnatori o presenti
Paolo Bianchi – Responsabile manutenzione
E. DOCUMENTAZIONE TECNICA ESAMINATA
Documento Presente Assente N/A Dichiarazione di conformità / rispondenza Progetto, schemi e relazioni tecniche Precedenti verbali / rapporti di verifica
Anno di installazione dell’impianto
2010
Riferimenti dei documenti esaminati
Di.Co. n. 45/2010; progetto elettrico rev. 2; verbale VR-2020-0091
F. DESCRIZIONE TECNICA DELL’IMPIANTO
Sistema di distribuzione e caratteristiche principali
Sistema TN-S con alimentazione in bassa tensione. Impianto generale collegato ai quadri di distribuzione dello stabilimento e ai circuiti terminali mediante conduttori di protezione dedicati.
Dispersori – tipologia e ubicazione
Dispersore ad anello in corda di rame nuda interrata lungo il perimetro dell’edificio, con tre dispersori verticali integrativi.
Conduttori di terra ed equipotenziali
Conduttore principale in rame e collegamenti equipotenziali verso tubazioni metalliche, carpenterie e masse estranee accessibili.
Collettori / nodi principali di terra
Collettore principale ubicato nel locale quadri, identificato e accessibile. Collegamenti serrati e privi di ossidazione significativa.
Masse estranee e collegamenti verificati
Verificati i collegamenti alle tubazioni idriche, alle strutture metalliche del reparto produttivo e alle carpenterie dei quadri.
G. PROVE, MISURE ED ESAME A VISTA

45821Collegamenti principali verificati☑ C   ☐ NC

Prova / controllo Norma / metodo Strumento / matricola Risultato / valore misurato Esito Esame a vista CEI 0-14 N/A Integrità apparente, identificazione e accessibilità verificate ☑ C   ☐ NC Resistenza di terra Metodo volt-amperometrico Metrel MI 3125, n.
45821 RA = 3,8 Ω ☑ C   ☐ NC Continuità dei conduttori di protezione / equipotenziali CEI 64-8 Metrel MI 3125, n.
45821 Valori compresi tra 0,08 Ω e 0,21 Ω ☑ C   ☐ NC Dispositivi differenziali CEI 64-8 Metrel MI 3125, n.
45821 IΔ = 28 mA
t = 24 ms ☑ C   ☐ NC Altre prove / controlli specifici Verifica collegamenti equipotenziali Metrel MI 3125, n.
C = conforme    NC = non conforme. Riportare nel rapporto di verifica i dettagli delle prove e delle misure eventualmente non contenuti nello spazio disponibile.
H. STRUMENTAZIONE DI MISURA
Marca e modello Matricola Certificato / taratura Validità / note Metrel MI 3125 45821 Certificato n.
TAR-2025-118 Taratura valida fino al 31/01/2026
Pinza amperometrica Fluke 376 FC 76104 Certificato n. TAR-2025-119 Taratura valida fino al 31/01/2026
I. NON CONFORMITÀ, PRESCRIZIONI E OSSERVAZIONI

N/A☐ Prescrizione

N.
Descrizione della non conformità / carenza Riferimento normativo Classificazione Termine / note 1 Nessuna non conformità rilevata nel perimetro della verifica.
☐ Raccomandazione N/A 2
☐ Prescrizione
☐ Raccomandazione
3 ☐ Prescrizione
☐ Raccomandazione
Osservazioni e raccomandazioni del verificatore
Si raccomanda di mantenere aggiornati gli schemi elettrici e di verificare periodicamente l’accessibilità dei punti di connessione del dispersore.
L. ESITO FINALE DELLA VERIFICA
Esito complessivo:
☑ POSITIVO / CONFORME      ☐ NEGATIVO / NON CONFORME
Motivazione sintetica dell’esito
Le prove e i controlli eseguiti hanno dato esito conforme. Non sono state rilevate non conformità nel perimetro esaminato.
M. DICHIARAZIONI E NOTE FINALI
Il sottoscritto verificatore dichiara di avere eseguito le attività indicate nel presente verbale, nei limiti dell’impianto e delle parti accessibili al momento della verifica, secondo il DPR 462/2001 e le norme tecniche applicabili indicate nella documentazione di verifica.

Le prove, le misure e gli eventuali rilievi non riportati in forma estesa nel presente verbale sono descritti nel rapporto di verifica e negli allegati elencati di seguito.

Eventuali non conformità e prescrizioni sono quelle riportate nella Sezione I. La firma per presa visione del datore di lavoro o del delegato non costituisce attestazione di conformità dell’impianto.

N. ALLEGATI AL VERBALE / RAPPORTO DI VERIFICA
☑ Rapporto di verifica dettagliato
☑ Tabelle e rapporti delle misure effettuate
☑ Schemi, planimetrie o documentazione tecnica
☑ Certificati di taratura / verifica della strumentazione
☐ Documentazione fotografica
☐ Altro:  
Numero complessivo degli allegati
4
O. LUOGO, DATA E FIRME
Luogo e data di emissione
Milano, 18/06/2025
Ing. Marco Verdi
Firma del verificatore
Nome e cognome leggibili
Luca Rossi
Firma del datore di lavoro / delegato
Per presa visione dell’esito
In caso di rifiuto o impossibilità di firma per presa visione, annotare circostanza e motivazione nello spazio sottostante.
Annotazioni sulla consegna / presa visione
Copia del verbale consegnata al datore di lavoro in formato elettronico il 18/06/2025.
Il presente verbale deve essere conservato dal datore di lavoro insieme al rapporto di verifica e alla documentazione tecnica dell’impianto, per essere messo a disposizione degli organi di vigilanza ove richiesto.

Download Verbale di verifica impianto di messa a terra​

Il modello Word del Verbale di verifica impianto di messa a terra può essere scaricato e compilato con i dati dell’organismo verificatore, del datore di lavoro, del luogo di installazione e delle prove effettivamente eseguite.

Come compilare il Verbale di verifica impianto di messa a terra​

La compilazione deve partire dall’identificazione dell’organismo o dell’ente che esegue la verifica. Nell’intestazione devono essere riportati la denominazione completa, la sede, i recapiti e gli estremi dell’abilitazione, quando la verifica è affidata a un organismo abilitato ai sensi del DPR 462/2001. Il numero del verbale o della pratica e la data di emissione consentono di collegare il documento al relativo incarico e di distinguere eventuali revisioni successive.

Nella sezione relativa al datore di lavoro devono essere indicati la ragione sociale o il nome completo del titolare, il codice fiscale o la partita IVA, la sede legale e il nominativo del datore di lavoro o del legale rappresentante. È opportuno riportare anche i recapiti e il nome del referente che ha assistito al sopralluogo, precisando la sua qualifica. Questi dati permettono di individuare il soggetto responsabile della gestione dell’impianto e il contatto aziendale che ha fornito accesso ai locali e alla documentazione.

Il luogo di installazione deve essere descritto separatamente dalla sede legale quando l’impianto si trova presso uno stabilimento, un cantiere, un ufficio o un’altra unità operativa. Occorre indicare l’indirizzo completo, la denominazione del sito, l’eventuale codice interno e una descrizione dell’impianto di terra. Il perimetro della verifica deve chiarire quali edifici, reparti, quadri o porzioni sono stati esaminati e quali parti sono eventualmente escluse.

La tipologia della verifica deve essere selezionata tra prima verifica, verifica periodica e verifica straordinaria. Per la verifica periodica è utile indicare la periodicità applicabile e la data del controllo precedente. In caso di verifica straordinaria, il motivo deve essere descritto in modo concreto, ad esempio una modifica sostanziale dell’impianto, un ampliamento, un guasto o un evento che abbia reso necessario un nuovo controllo.

La sezione sull’esecuzione deve riportare la data effettiva del sopralluogo, l’orario di inizio e fine e il tempo impiegato. Devono essere indicati il nome e cognome del verificatore, la qualifica, l’organismo di appartenenza e il numero identificativo o di iscrizione, se previsto. La documentazione esaminata deve essere indicata con riferimento alla dichiarazione di conformità o rispondenza, al progetto, agli schemi, alle relazioni tecniche e ai precedenti verbali.

La descrizione tecnica deve essere redatta sulla base dello stato reale dell’impianto e non mediante formule generiche. È necessario sintetizzare il sistema di distribuzione, il tipo e l’ubicazione dei dispersori, i conduttori di terra, i collegamenti equipotenziali, i collettori e le masse estranee controllate. Le prove devono riportare il metodo utilizzato, lo strumento impiegato, la matricola, il risultato misurato e l’esito conforme o non conforme. I dettagli che non trovano spazio nel verbale devono essere sviluppati nel rapporto di verifica.

Se vengono rilevate carenze, la sezione dedicata alle non conformità deve descriverle con precisione, indicando il riferimento normativo e distinguendo, secondo la procedura applicata, tra prescrizione e raccomandazione. L’esito finale deve essere coerente con i risultati delle singole prove e con le non conformità rilevate. Una raccomandazione di miglioramento non deve essere confusa con una prescrizione relativa a una violazione o a una condizione di sicurezza non accettabile.

Le dichiarazioni finali devono delimitare l’attività svolta, specificando che il controllo riguarda le parti accessibili e comprese nel perimetro indicato. Il verbale deve inoltre rinviare al rapporto di verifica e agli allegati. Il luogo e la data di emissione devono essere coerenti con la data indicata nell’intestazione, mentre la firma del verificatore deve essere apposta dal tecnico che assume la responsabilità della verifica. La firma del datore di lavoro o del delegato è normalmente apposta per presa visione dell’esito.

Verbale di verifica impianto di messa a terra​

Quando utilizzare il Verbale di verifica impianto di messa a terra​

Il verbale viene utilizzato principalmente per documentare le verifiche degli impianti di messa a terra installati nei luoghi di lavoro e soggetti al DPR 462/2001. Rientrano nell’ambito tipico aziende private, enti pubblici, stabilimenti industriali, attività commerciali, strutture sanitarie, scuole, aziende agricole e altri luoghi nei quali il datore di lavoro deve garantire la sicurezza degli impianti elettrici.

Può essere predisposto a seguito di una prima verifica, di una verifica periodica o di una verifica straordinaria. La verifica straordinaria può essere richiesta, ad esempio, dopo modifiche significative, ampliamenti, interventi sull’impianto o eventi che rendano necessario accertare nuovamente le condizioni di sicurezza. Il documento viene consegnato al datore di lavoro, che lo conserva insieme al rapporto di verifica e alla documentazione tecnica dell’impianto.

Per gli impianti di abitazioni private che non costituiscono luoghi di lavoro, il DPR 462/2001 normalmente non rappresenta il riferimento principale. In tali casi possono essere più appropriati la dichiarazione di conformità o di rispondenza, una relazione tecnica o un rapporto di prova. Per particolari impianti di cabine e centrali di aziende produttrici o distributrici di energia possono inoltre trovare applicazione procedure e modelli specifici.

Cosa deve contenere il Verbale di verifica impianto di messa a terra​

Il verbale deve consentire di identificare senza ambiguità l’organismo verificatore, il datore di lavoro, il luogo di installazione e l’impianto controllato. Sono generalmente necessari il titolo del documento, gli estremi dell’abilitazione dell’organismo quando applicabile, il numero della pratica, la tipologia della verifica, la data o le date di esecuzione, il nominativo del verificatore e l’esito finale.

Devono essere normalmente sintetizzate le attività tecniche svolte, tra cui l’esame a vista, la misurazione della resistenza di terra, la verifica della continuità dei conduttori di protezione e dei collegamenti equipotenziali, nonché le prove sui dispositivi differenziali quando pertinenti. Per ogni prova è utile indicare il metodo, lo strumento, la matricola, il valore misurato e l’esito. L’estensione delle prove dipende dalle caratteristiche dell’impianto e dalle procedure dell’organismo.

La presenza della dichiarazione di conformità o rispondenza, del progetto, degli schemi e dei precedenti rapporti deve essere indicata in base ai documenti realmente messi a disposizione. L’anno di installazione, la descrizione dei dispersori, i sistemi di distribuzione, i collettori e le masse estranee sono informazioni tecniche normalmente rilevanti, ma il loro livello di dettaglio dipende dall’impianto e dal rapporto di verifica.

In caso di esito negativo, il verbale deve riportare le non conformità riscontrate, il riferimento tecnico o normativo pertinente e la relativa classificazione secondo le regole applicate dall’organismo. Le osservazioni e le raccomandazioni possono essere inserite anche quando l’esito complessivo è positivo, purché siano chiaramente distinte dalle prescrizioni. Gli allegati, le fotografie, le planimetrie e le tabelle di misura dipendono dal caso concreto e possono costituire parte integrante del rapporto di verifica.

Firma e allegati

Il verbale viene normalmente firmato dal tecnico verificatore che ha eseguito o diretto le attività di controllo. La firma consente di attribuire la responsabilità tecnica del documento al soggetto identificato nella sezione dedicata al verificatore. Il datore di lavoro o il suo delegato può firmare per presa visione dell’esito; tale firma documenta la consegna o la conoscenza del verbale e non costituisce, da sola, attestazione di conformità dell’impianto.

Gli allegati possono comprendere il rapporto di verifica dettagliato, le tabelle delle misure, gli schemi e le planimetrie dell’impianto, i certificati di taratura degli strumenti e la documentazione fotografica. La necessità di allegare documenti specifici dipende dall’estensione della verifica, dalle caratteristiche dell’impianto e dalle procedure dell’organismo. Il verbale deve comunque consentire di collegare ogni allegato alla pratica e all’impianto verificato.

Non esiste un elenco generale valido per ogni situazione di documenti identificativi, ricevute o ulteriori attestazioni da allegare al verbale. Possono tuttavia essere richiesti dall’organismo, dal contratto o dalla procedura interna del committente documenti del datore di lavoro, deleghe, schemi aggiornati, dichiarazioni di conformità o attestazioni relative alla strumentazione.

Aspetti da verificare prima di utilizzare il modello

Prima di utilizzare il modello occorre controllare che l’organismo incaricato sia abilitato per la tipologia di verifica da eseguire e che gli estremi riportati nel documento siano aggiornati. È necessario verificare anche che il soggetto indicato come datore di lavoro coincida con quello effettivamente responsabile del luogo di lavoro e che l’indirizzo del sito non venga confuso con la sola sede legale.

L’impianto deve essere identificato in modo preciso, soprattutto quando il sito comprende più edifici, reparti o quadri. Il perimetro indicato nel verbale deve corrispondere alle parti realmente controllate. Eventuali aree escluse, porzioni non accessibili o impianti appartenenti a terzi devono essere esplicitati per evitare che il verbale venga interpretato come riferito a un impianto più ampio.

Le date del sopralluogo, della verifica precedente e dell’emissione devono essere coerenti. I risultati delle misure non devono essere lasciati generici né compilati con valori non rilevati durante il sopralluogo. Per ogni prova devono essere indicati, quando pertinenti, metodo, strumento, matricola, valore e risultato. Anche l’esito finale deve corrispondere alle singole valutazioni e alle eventuali non conformità.

Occorre inoltre controllare la distinzione tra prescrizioni e raccomandazioni, evitando di qualificare come semplice suggerimento una carenza che richiede un intervento obbligatorio. La firma del verificatore, l’indicazione della qualifica e il collegamento con il rapporto di verifica sono elementi da verificare prima della consegna. Il datore di lavoro deve infine archiviare il verbale, il rapporto e gli allegati in modo ordinato e facilmente reperibile.

Nei casi che coinvolgono impianti complessi, ambienti a rischio particolare, cabine, luoghi con pericolo di esplosione o modifiche sostanziali, il modello deve essere adattato alla procedura tecnica applicabile e compilato con il supporto del verificatore o di un professionista competente.

Domande frequenti sul Verbale di verifica impianto di messa a terra​

Chi deve redigere il Verbale di verifica impianto di messa a terra?

Il verbale viene normalmente redatto dal tecnico dell’organismo abilitato incaricato della verifica oppure, nei casi previsti, dal personale dell’ASL o dell’ARPA competente. Il datore di lavoro fornisce i dati, la documentazione e l’accesso all’impianto, ma non sostituisce il soggetto incaricato della verifica.

Il verbale deve indicare anche i valori delle misure?

Sì, il verbale deve riportare almeno una sintesi delle prove svolte e dei principali risultati, come la resistenza di terra, i valori di continuità e i risultati delle prove sui dispositivi differenziali quando eseguite. I dati completi possono essere riportati nel rapporto di verifica allegato.

La firma del datore di lavoro è obbligatoria?

La firma del verificatore è quella che attesta l’attività tecnica svolta. La firma del datore di lavoro o del delegato viene normalmente raccolta per presa visione dell’esito e della consegna, secondo la prassi dell’organismo, ma non costituisce attestazione di conformità dell’impianto.

Il Verbale di verifica è sufficiente senza il rapporto di verifica?

Il verbale è un documento di sintesi e, secondo la prassi tecnica, deve essere collegato al rapporto di verifica, nel quale possono essere descritti in dettaglio metodi, misure, strumenti, rilievi e allegati. Per questo è opportuno conservarli insieme alla documentazione dell’impianto.

Il modello può essere usato per un’abitazione privata?

Il modello è destinato principalmente agli impianti nei luoghi di lavoro soggetti al DPR 462/2001. Per una normale abitazione privata, non soggetta a tale disciplina, sono generalmente più appropriati una dichiarazione di conformità o di rispondenza, una relazione tecnica o un rapporto di prova.